Eiaculazione precoce: sostrato psicologico e terapia elettiva

10.06.2020


L'eiaculazione precoce è una disfunzione sessuale che si stima sia presente nel 20-30% della popolazione adulta maschile e che porta molte criticità, ad iniziare dalla definizione data nel DSM-5: 

"eiaculazione che in maniera persistente o ricorrente si verifica durante il rapporto sessuale, approssimativamente entro 1 minuto dopo la penetrazione vaginale e prima che l'individuo lo desideri; i sintomi suddetti devono essere presenti per almeno 6 mesi e devono verificarsi in tutti o quasi tutti (75-100%) i rapporti sessuali (in ben definiti contesti situazionali o, se generalizzato, in tutti i contesti); i sintomi suddetti causano distress significativo per l'individuo ; la disfunzione sessuale non può essere spiegata in base alla presenza di disturbi mentali non sessuali o come la conseguenza di grave distress relazionale o di altri fattori significativi di stress e non è attribuibile agli effetti di farmaci o sostanze o ad altre condizioni mediche".

A ben vedere questa definizione è "eteronormativa" perché si parla di penetrazione vaginale: quindi i rapporti penetrativi omosessuali e/o le differenti manifestazioni sessuali che non sono penetrative non sono prese in considerazione. Si calcola inoltre un tempo, entro 1 minuto, come se ci fosse un tempo normalizzante entro cui raggiungere un orgasmo, prima di poter parlare di eiaculazione precoce. Sarebbe interessante chiedersi perché si è sentito il bisogno di introdurre penetrazione vaginale quando nel DSM-IV-TR (l'edizione appena precedente) si parlava genericamente di penetrazione, ma in questo modo mi dilungherei troppo su questa criticità,  perdendo di vista lo scopo di questo articolo.

L'eiaculazione precoce può avere causa medica-organica o psicologica e può essere acquisita-situazionale e/o lifelong-primaria. In alcuni individui quindi è una condizione che occorre con tutte le/i partners da sempre, per altri solo con alcune/i partners e può essere una condizione insorta in un determinato momento della vita senza un pregresso.

Rileggendo la definizione del DSM-5 appare chiaro che c'è un "distress significativo per l'individuo" che potrebbe portare ad una serie di indici: bassa autostima, confusione, senso di vergogna e di imbarazzo, paura nell'affrontare la medesima umiliazione in una sorta di loop che abbassa notevolmente la libido, senso di frustrazione e di colpa, insicurezza, calo del desiderio, stress severo e abbassamento dell'umore.

Quali sono quindi le cause psicologiche di questa disfunzione sessuale?

 Ce ne possono essere diverse come ad esempio lo stress, la depressione, l'ansia sociale, l'ansia da prestazione, un'immagine corporea non soddisfacente, pregresse esperienze sessuali negative, poi c'é chi azzarda, in chiave psicoanalitica e seguendo la teoria freudiana, che l'uomo inconsciamente e sadicamente vuole punire la donna, privandola del piacere fisico. 

Ovviamente l'eiaculazione precoce ha un peso importante nella coppia e  incide sul rapporto severamente: il/la partner potrebbe pensare che ci sia egoismo,incapacità-immaturità sessuale, potrebbe sentirsi trascurato/a e frustrato/a. Con il passare del tempo si tenderà poi a non desiderare il partner a livello sessuale, diradando quindi i rapporti sessuali sempre più. A questo allontanamento sessuale/fisico di pari passo spesso incombe quello mentale-affettivo.

Cosa fare quindi? Come intervenire? 

 Prima di tutto prendere coscienza del problema e acclararne l'eziologia (organica? psicologica?) tramite visita specialistica. Accertato sia una disfunzione sessuale di natura psicologica, procedere inizialmente tramite un approccio combinato (psicoterapia+farmacoterapia). Ad oggi é certo che soltanto l'uso di farmaci non basta per poter contrastare l'eiaculazione precoce. Oltre la Dapoxetina, unico farmaco approvato specificatamente per il trattamento dell'eiaculazione precoce, ce ne sono altri utilizzati, soprattutto alcuni antidepressivi e che hanno quindi scopi ben diversi da quello di cura dell'eiaculazione precoce, che hanno il "merito" (in questo caso) di desensibilizzare l'area genitale e ritardare l'orgasmo. Lo scopo peró non é quello di essere "sotto farmaci" a vita piuttosto di liberarsene e di lavorare sul "controllo" e sul medesimo ci si lavora  tramite mirate terapie sessuali, comportamentali e  psicologiche.  

La terapia di elezione per l'eiaculazione precoce é la terapia cognitivo comportamentale.  In tale sede ci saranno tecniche di rilassamento, tecniche mirate come quella dello stop and start, si imparerá a gestire l'ansia da prestazione, si procederà tramite la psico-educazione delle sensazioni corporee, della libido e dell'area genitale, si giungerà alla tecnica della compressione sotto il glande quando si sta per eiaculare, si lavorerà sull'autostima, sulla distruzione di uno schema negativo e catastrofico del sé, per via di alcuni schemi cognitivi rigidi e introiettati, per favorire invece uno schema di pensiero positivo e indulgente di se stessi. Spesso la terapia da individuale diventa una terapia di coppia per l'importanza che il/la partner e i suoi vissuti rivestono nella terapia e nella riuscita della stessa.

 In genere i risultati tramite la psicoterapia cognitivo-comportamentale nel trattamento dell'eiaculazione precoce ad eziologia psicologica sono molto soddisfacenti. 

- guarda l'articolo commentato qui: https://www.youtube.com/watch?v=10GTVYcBaCo&t=131s -

Dott. Mauro Bruzzese, PsicologON